Si terrà il 29 aprile 2026 a partire dalle 14.00 (aula Ottagono sx dell’Edificio centrale a corso Umbero I) e il 30 aprile 2026 a partire dalle ore 9.30 (aula ex cataloghi lignei di via Porta di Massa 1) il Convegno di Studi “Gomorra” di Roberto Saviano vent’anni dopo (2006-2026) al quale parteciperanno studiose e studiosi dell’Ateneo federiciano, della Sapienza Università di Roma e dell’Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Si tratta di un incontro interdisciplinare che intende sondare da prospettive diverse l’impatto che nell’ultimo ventennio il romanzo-inchiesta di Roberto Saviano ha avuto sulla cultura italiana (a discutere saranno infatti docenti di storia, di filologia, di linguistica, di cinema, di letteratura italiana, contemporanea e di letterature comparate).
I lavori saranno avviati il 29 aprile dai saluti istituzionali del Rettore Matteo Lorito, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Andrea Mazzucchi, del Delegato alle attività per la diffusione della cultura antimafia Stefano D’Alfonso.
Ai saluti seguirà la relazione introduttiva di Roberto Saviano.
«La pubblicazione di “Gomorra” di Roberto Saviano all’altezza del 2006 ha rappresentato – dichiara Vincenzo Caputo, professore di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II – un importante momento di rottura nella nostra tradizione letteraria. Ha riportato al centro una scrittura d’inchiesta capace di fondere narrativa e giornalismo, rendendo visibile la realtà della criminalità organizzata senza filtri. Su tali questioni il Convegno intende promuovere una specifica riflessione critica a vent’anni dalla uscita del romanzo-inchiesta: con “Gomorra” si è avviato un dibattito, che ha assunto poi una dimensione globale e mediatica, sul ruolo dello scrittore nella nostra società e sulla categoria di realismo in letteratura».
«Il celebre lavoro d’esodio di Roberto Saviano – dichiara Pasquale Palmieri, professore di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II – ha stravolto i canoni del rapporto fra letteratura e realtà sociale, dimostrando come nel pieno del XXI secolo la scrittura abbia la possibilità concreta di incidere sulla vita quotidiana di una comunità, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale e globale. “Gomorra” ha riplasmato il nostro immaginario e influenzato il nostro modo di descrivere il mondo, la nostra idea di criminalità e di giustizia, aprendo un nuovo canale di connessione fra missione civica e missione letteraria. Oltre a sentirsi rappresentata in questo libro, un’intera generazione di giovani meridionali si è sentita ascoltata grazie a questo libro».
Il Convegno vedrà susseguirsi quattro sessioni, che saranno concentrate rispettivamente sulle seguenti questioni: “Cronaca, storia, letteratura”, “Letteratura e racconto della città dopo Gomorra”, “Dal romanzo al teatro, dal cinema alla TV” e “Tra fiction e no-fiction”.
Per informazioni rivolgersi a vincenzo.caputo@unina.it e pasquale.palmieri@unina.it
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