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“Il Canto della Sirena”. Tavola rotonda interdisciplinare su Girolamo Borgio

Un poemetto di Girolamo Borgio sull’eruzione flegrea del 1538 tra letteratura, scienza, società e territorio’. Appuntamento venerdì 27 febbraio 2026, alle 10, con la Tavola rotonda interdisciplinare nell’ambito del ciclo seminariale Il Canto della Sirena.

Gli appuntamenti sono organizzati con il contributo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Dipartimento di Studi Umanistici, e si terranno presso l’aula ex Cataloghi lignei del Complesso di San Pietro Martire, a Porta di Massa, e online su piattaforma Microsoft Teams ad accesso libero.

Durante la Tavola rotonda, moderata da Giuseppe Germano (Federico II), Arturo De Vivo (Federico II, Scuola Superiore Meridionale), Andrea Mazzucchi (Federico II), Claudia Corfiati (Università di Bari Aldo Moro) e Lucia Pappalardo (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), discuteranno di letteratura, scienza, società e territorio sul volume: Girolamo Borgio, L’orrenda conflagrazione dell’Averno, testo critico, introduzione, traduzione e note a cura di Renato Ricco (Un. Côte d’Azur – Università Federico II), edito a Napoli (2026) nella collana «Latinae Humanitatis Itinera Nova», fondata e diretta presso l’editore Loffredo da Giuseppe Germano.

I lavori della Tavola rotonda saranno incentrati, in un’ottica interdisciplinare, su un importante evento storico-geologico di cui resta memoria letteraria nell’opera poetica dell’umanista Girolamo Borgio (Senise, 1475 – Napoli [?], 1550): nell’autunno del 1538 la costa campana, nella zona tra il lago Lucrino e la frazione puteolana nota oggi con il nome di Arco Felice, fu sconvolta da una serie di fenomeni tellurici ed eruttivi che modificarono profondamente la topografia del luogo; la nascita della collina vulcanica di Monte Nuovo determinò infatti la distruzione tanto del villaggio di Tripergole quanto delle fonti termali limitrofe, generando dunque un grande sconcerto tra la popolazione.

«La Conflagratio Averni horrenda di Girolamo Borgio – dichiara il curatore del volume Renato Ricco – è un’appassionata testimonianza diretta di questo straordinario evento, ma non solo: oltre l’urgenza cronachistica, il testo poetico si carica di un più profondo significato di carattere universale. Proprio come l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. si sarebbe legata alla distruzione di Gerusalemme, così, dopo la conquista di Tunisi nell’estate del 1535 da parte della flotta di Carlo V, l’Europa avrebbe dovuto sferrare l’attacco fatale contro il nemico turco: lo sconvolgimento flegreo andrebbe dunque letto, per l’umanista lucano di scuola pontaniana, come un ineludibile appello all’azione per la cristianità, il cui trionfo si sarebbe definitivamente vidimato sotto la guida del dedicatario Paolo III».

Le tematiche affrontate costituiranno un’ulteriore importante tappa del percorso seminariale Il Canto della Sirena, a cura di Giuseppe Germano, Antonietta Iacono, Pasquale Sabbatino, Vincenzo Caputo e Gianluca del Noce. Questo ciclo di seminari, giunto al suo undicesimo anno, intende mettere in luce e valorizzare soprattutto, ma non solo, caratteri, aspetti e protagonisti della cultura umanistico-rinascimentale di ambito partenopeo, con un’attenzione dedicata anche alle peculiari declinazioni europee di tale cultura. Simbolo di tradizione sapienziale e richiamo alle origini greche della città, il mito di Partenope, la sirena sul cui sepolcro sarebbe sorta la città di Napoli e a cui è intitolato il ciclo seminariale, rappresenta uno dei principali fattori identitari per i protagonisti dell’Umanesimo e del Rinascimento napoletano.

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