Tra le cinquanta professioniste premiate nell’ambito del FORUM PA 2026 con il riconoscimento “Innovazione, Particolare Femminile” figurano anche due ricercatrici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II: Cristina Improta e Lidia Marassi. Il premio, promosso dal Comitato Strategico FPA per le Politiche di Genere in occasione dell’ottantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne, valorizza il contributo di donne che stanno accompagnando il processo di innovazione della Pubblica Amministrazione attraverso competenze, ricerca e capacità progettuale.
L’iniziativa nasce per dare riconoscimento alle professioniste che hanno saputo trasformare l’innovazione tecnologica e organizzativa in un valore concreto, mettendo al centro le esigenze di cittadini e imprese. Le cinquanta vincitrici sono state selezionate sulla base della capacità di generare un impatto significativo nella Pubblica Amministrazione, del contributo all’innovazione, dello sviluppo di reti di collaborazione e del ruolo svolto nella promozione di processi di miglioramento.
Cristina Improta, ingegnere informatico con un dottorato di ricerca in Tecnologie dell’Informazione e Ingegneria Elettrica, è ricercatrice al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione (DIETI). È stata premiata per il contributo alla sicurezza e all’affidabilità dei sistemi digitali della Pubblica Amministrazione nell’era dell’intelligenza artificiale. La sua attività di ricerca si concentra sullo sviluppo di approcci innovativi per garantire la qualità e la robustezza del codice generato da tecnologie avanzate, promuovendo modelli di sicurezza “by design”. Grazie al suo lavoro, contribuisce a rendere i servizi pubblici più resilienti, efficienti e sicuri, rafforzando la capacità della PA di gestire i rischi tecnologici e di tutelare dati, cittadini e fiducia nelle istituzioni digitali.
Lidia Marassi, laureata in Filosofia e dottore di ricerca in Artificial Intelligence al DIETI, si occupa degli aspetti etici della cybersicurezza e dell’hacking, della tutela dei dati personali e della privacy, nonché dell’impatto del mondo digitale sulla società e sulla comunicazione. Il riconoscimento le è stato conferito per il contributo alla definizione di modelli affidabili e responsabili per l’adozione dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione. Tra ricerca accademica e attività presso ACCREDIA, ha sviluppato approcci innovativi per tradurre i principi etici in standard tecnici e procedure di certificazione, favorendo un utilizzo dell’IA più sicuro, trasparente e conforme. Il suo lavoro contribuisce a promuovere un’adozione sostenibile e consapevole dell’intelligenza artificiale e a costruire una Pubblica Amministrazione capace di governare l’innovazione tecnologica garantendo diritti, equità e fiducia dei cittadini.
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