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Centro Musei della Scienze Naturali e Fisiche. Un sistema unico che si rinnova

L’Università degli Studi di Napoli Federico II inaugura una nuova stagione del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche, segnando un importante traguardo nel percorso di valorizzazione di uno dei più significativi patrimoni scientifici e culturali del Paese. Un sistema museale unico, formatosi in oltre due secoli di attività di ricerca, didattica e divulgazione, che oggi si rinnova per offrire un’esperienza ancora più accessibile, inclusiva e coinvolgente.

Ospitate principalmente nell’ex Collegio Massimo dei Gesuiti, storica sede dell’Ateneo federiciano dal 1777, le collezioni di Mineralogia, Zoologia, Antropologia, Fisica e Paleontologia – quest’ultima situata nel Complesso di San Marcellino e Festo – raccontano l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle pratiche sperimentali attraverso migliaia di reperti e testimonianze di straordinario valore. Un patrimonio che documenta il ruolo centrale svolto dalla Federico II nella costruzione del sapere moderno e nella diffusione della cultura scientifica.

Il 1° luglio 2026, alle 11, nell’ex biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti, oggi una delle sale del Real Museo Mineralogico, saranno presentati i risultati dell’importante progetto di restauro, valorizzazione e miglioramento della fruizione realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’intervento ha saputo coniugare la tutela dell’architettura storica con le più avanzate esigenze di accessibilità, attraverso il recupero delle spazialità originarie dell’edificio, la riqualificazione degli accessi e dei percorsi museali e il superamento delle barriere fisiche e cognitive.

Durante la giornata sarà presentato il volume, edito da artem, “Il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Conoscenza, restauro e fruizione inclusiva”, a cura di Piergiulio Cappelletti e Renata Picone, libro che illustra gli interventi di restauro architettonico e le nuove strategie di inclusività adottate per rendere pienamente fruibile l’importante patrimonio museale federiciano e che dà il titolo all’intera iniziativa.

Particolare attenzione è stata dedicata al rinnovamento degli apparati informativi e narrativi, con l’obiettivo di rendere il patrimonio scientifico più comprensibile e fruibile da pubblici diversi, favorendo una partecipazione culturale ampia e inclusiva.
Con questo intervento il Centro Musei apre una nuova fase della propria storia, rafforzando il legame con la città, con il centro storico UNESCO, con la comunità accademica e con i visitatori. Un progetto che coniuga memoria e innovazione e che invita a riflettere sul ruolo contemporaneo del museo universitario come spazio di ricerca, formazione e condivisione del sapere, sempre più orientato all’accessibilità, all’inclusione e alla partecipazione culturale.

Dopo i saluti istituzionali del Rettore, Matteo Lorito, della Prorettrice, Angela Zampella, del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, del Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica, Laura Lieto, e dei rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli, Rosalia D’Apice e Sara Orabona, interverranno Massimo Osanna, Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura, Piergiulio Cappelletti, Direttore del Centro Musei e Responsabile scientifico del progetto, Renata Picone, Ordinario di Restauro dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Capo Progetto, e Luigi Cappelli, Ricercatore di Restauro dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e progettista dell’intervento.

Il volume sarà presentato da Fabio Mangone, Ordinario di Storia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’evento si concluderà con una visita guidata al Centro Musei condotta dal direttore Piergiulio Cappelletti.

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