Ventiquattro “Scatti di rabbia” denunciano la Napoli assopita


Dalla collina di San Martino la neonata Giù Box Gallery, contrapponendosi all'atmosfera natalizia, ne ha proposto una decisamente meno conviviale inaugurando, il 23 dicembre, la mostra fotografica dal titolo Scatti di rabbia.

Racconto scomposto di un reportage artistico sulla realtà partenopea, la mostra riesce nel suo intento di risvegliare il sentimento diffuso ma assopito di rabbia denunciato dai ventiquattro fotografi campani che propongono altrettanti “scatti di rabbia”.

Vere e proprie lenti ottiche, le foto permettono di focalizzare con la mente uno spettacolo spiacevole:

la rabbiosa solitudine di Cimino, l'infanzia negata di Barba, quella rubata di Del Vecchio e quella impedita di Padulano. I rifiuti del consumismo di Di Pietro e la società incapace di vedere il denaro come “alimento tossico” di Leggeri. C'è poi la Napoli che dimentica di Fiengo e la società indifferente alla criminalità di Civolani. Con la stessa noncuranza la gente è spettatrice di un'adolescenza “buttata” nello scatto di Della Ragione. Infine, c'è l'uomo disperato e inaridito di Pacini e una Napoli in cui Pulcinella rifiuta di identificarsi, divenendone il supervisore “arrabbiato e sfinito”.

Il percorso non si esaurisce con la mostra visitabile fino al 31 gennaio. I fondi raccolti dalla distribuzione del calendario saranno infatti destinati a un corso di fotografia per alunni delle scuole elementari e medie della periferia di Napoli.

La mostra è anche online e dà la possibilità a chiunque di apportare il proprio contributo con testi e foto all'indirizzo www.scattidirabbia.org .


(J.H.)