Il mondo di luce di Mimmo Jodice al Madre

“Attesa / Waiting (dal / from 1960)” è la prima monografia retrospettiva dedicata dal Museo Madre a Mimmo Jodice.

L’inaugurazione è venerdì 7 dicembre, dalle 18.00 nella Sala Re_PUBBLICA.

Il volume che, prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ed edito da Electa, ricostruisce la pratica artistica del maestro attraverso un articolato apparato di documenti e immagini, spesso inediti, risultato di una ricerca biennale condotta presso gli archivi dell’artista.

Il progetto nasce da Attesa 1960-2016, la più ampia mostra antologica dedicata all’artista, a cura di Andrea Viliani, ospitata al Madre nel 2016

Questa mostra personale presenta, in un percorso retrospettivo appositamente concepito dall’artista per gli spazi del museo Madre, più di cento opere suddivise in diverse sezioni, fra loro connesse, evocando un tempo circolare, ciclicamente ritornante su se stesso e sui suoi motivi ispiratori. Nella sala Re_PUBBLICA MADRE al piano terra – in prossimità della strada su cui il museo si affaccia – è messa in scena, nel formato di una grande proiezione cinematografica (Teatralità quotidiana a Napoli, 2016), una selezione di immagini dalle serie dedicate, negli anni Sessanta e Settanta, alla città di Napoli: dalla registrazione di forme di aggregazione sociale come i cortei del partito comunista o le feste popolari (oggetto, quest’ultime, anche del volume Chi è devoto?, 1974, con prefazione di Carlo Levi e schede di Roberto De Simone), alle condizioni di vita manicomiali e carcerarie, dalle dinamiche del lavoro in fabbrica, fra cui agli impianti di Bagnoli, e dalla denuncia del lavoro minorile e dei meccanismi di esclusione sociale alla vita di strada nei bassi e nelle periferie napoletane.
Sono gli anni di un’estesa e approfondita interpretazione fotografica (a cui nel 1978 la rivista “Progresso fotografico” dedica un numero monografico, che segue il volume Mezzogiorno. Questione aperta del 1975) che, senza mai ridursi a semplice documentazione, restituisce il senso stesso della propria epoca e della propria città, colti nelle loro irriducibili contraddizioni, con un’attenzione estetica che si traduce in impegno etico e antropologia democratica degli oggetti comuni, delle abitudini quotidiane, dei comportamenti collettivi, dei residui della Storia, delle ideologie e delle fedi. Un’analisi lucida che si erge a inno barocco, epistemologia lirica, chiaroscuro sociale e culturale.