Ovunque andrete in vacanza, leggete! Ecco i consigli di F2 RadioLab

Siete alla stazione. Siete distesi su un prato accanto a un lago in Trentino. Siete a Firenze, a Budapest, a Vienna. Siete a casa, perché le vacanze costano troppo, e forse riuscirete con un po’ di fortuna a ritagliarvi una giornata al mare, possibilmente non troppo lontano. Che voi stiate aspettando un treno, siate in montagna, su una panchina al fresco in città, o chiusi in casa, vi accorgerete che vi manca qualcosa. Qualcosa che riempia i vuoti e le attese, qualcosa che vi tenga compagnia quando di sera fa troppo caldo persino per uscire.

Quello che vi manca è il profumo di un libro.

Ecco cinque profumi diversi per voi.

1. Il profumo del surreale. Spifferi – Letizia Muratori (La nave di Teseo)

Surreali a volte, iperrealistici altre, le storie della Muratori parlano di oggetti e persone che agiscono come fantasmi nelle vite degli altri. Un telefono staccato prima di un trasloco, una voce, un cane di gomma, la finestra di una casa. Tutto fornisce il pretesto per storie brevi ma intense, in cui i protagonisti devono abbandonarsi ai loro fantasmi e lasciarli passare, come spifferi, dalla porta di casa. C’è chi ha già familiarizzato con i propri fantasmi, perché ha fatto pace con la propria vita e con gli altri, e chi ancora deve conoscerli per poter imparare come si fa. I sei racconti di Spifferi fanno scoprire l’altro volto dell’assenza: la bellezza della mancanza.

2. Il profumo della letteratura. Vite che sono la tua – Paolo Di Paolo (Laterza)

Selezionando 27 romanzi, uno per ogni anno della sua vita di lettore, Di Paolo sceglie i tratti, le emozioni, le storie più belle della letteratura, da Jane Eyre a Tom Sawyer, dal giovane Holden a Raskòl’nikov, che gli hanno permesso di vivere vite che non sono la sua. Le ambizioni, le illusioni, le sfide, l’amore, tutte le paure e tutte le speranze, quelle avute e quelle desiderate, vengono raccontate qui attraverso i grandi protagonisti della letteratura. Un libro che insegna a riportare da un viaggio, anche da uno fatto nei libri, sempre qualcosa di bello.

3. Il profumo del giallo. Aristotele detective – Margaret Doody (Sellerio)

Ormai classici del giallo, i casi della Doody sono costruiti in maniera così perfetta che è impossibile non leggerne (almeno) uno. Vuoi per l’accuratezza nei dettagli, vuoi per l’ambientazione nella Grecia antica che non ha niente da invidiare alla più contemporanea atmosfera dei romanzi di Grisham, il caso dell’assassinio di Boutades e del sangue che ne avvolge il mistero procura una vera ansia da fine libro, complice la bravura di un sorprendente Aristotele-Sherlock Holmes.

4. Il profumo dei sentimenti. Cento poesie d’amore a Ladyhawke – Michele Mari (Einaudi)

Lo spettro dell’amore, dal rimpianto alla malinconia, dal ricordo alla gioia, è quello che muove le 102 poesie di Mari, tanto brevi quanto emozionanti ogni volta che le si rilegge. Sono poesie che parlano di graffi sul cuore e di “galassie dentro”, della bellezza delle cose sospese, di due vite che si nascondono l’una nell’altra; di una terza possibilità oltre a quella dello stare insieme e del lasciarsi, che è quella del vivere sfiorandosi.

5. Il profumo della vita. Treno di panna – Andrea De Carlo (Nave di Teseo)

Le esperienze di un ragazzo italiano che decide di andare a Los Angeles per trovare fortuna vengono raccontate in una prosa asciutta ma fluida, che non racconta le emozioni del protagonista ma le fa intuire attraverso i dettagli dei suoi movimenti, delle sue relazioni, delle sue aspettative, dei suoi spostamenti in una città frenetica in cui solo alla fine riesce a trovare una dimensione. Attraverso una macchina fotografica e degli scatti, seguiamo Giovanni nella sua ricerca del riscatto, fino alla fine del romanzo, che resta sospesa e mai sviluppata: una fine che vuole essere un inizio, una nuova storia, che non verrà raccontata ma che spetta al lettore immaginare.

Chi. Mel.