“Jersey Boys”. Clint Eastwood racconta l’ascesa dei Four Seasons

L’amore di Clint Eastwood per la musica è cosa nota. Autore di colonne sonore e, occasionalmente, anche cantante, la popolare icona del cinema western si cimenta nell’arduo compito di portare al cinema una rivisitazione di “Jersey Boys”, il famoso musical di Broadway del 2006, scritto da John Logan e Rick Elice, che racconta la nascita e l’ascesa al successo dei Four seasons, gruppo che ha conosciuto la notorietà nella scena pop degli anni 60.

A fare da sfondo alla vicenda, il mondo dei gangster italoamericani, ambiente in cui Frankie Valli, futuro leader della band, si destreggia, vivendo di piccoli lavoretti più o meno legali.

Eastwood si accosta alla rivisitazione di quest’opera in maniera quasi reverenziale, rimanendo strettamente fedele allo script originale, come dimostra la scelta di far interpretare il ruolo dei protagonisti agli stessi attori che hanno portato in scena in musical a Broadway, alcuni di essi alla prima esperienza cinematografica. Anche le scelte registiche hanno un taglio marcatamente teatrale, con gli attori che, spesso, proprio come se fossero sul palco, si rivolgono esplicitamente allo spettatore e, guardando direttamente in camera, esprimono le proprie emozioni.
Il regista mescola comicità e dramma, raccontando allo spettatore una storia che va al di là della mera biografia di un gruppo di successo e che finisce per diventare invece un racconto di rivalsa e di maturazione di un gruppo di giovani alle soglie dell’età adulta, che trova nella musica un elemento catalizzatore.

Ma. Va.