A cosa serve Michelangelo? Il destino dell’arte del passato nella società italiana contemporanea

A cosa serve Michelangelo? Questa è la domanda che Tomaso Montanari, studioso del barocco romano e docente di Storia dell’Arte Moderna presso la Federico II, pone nel suo libro edito da Einaudi. La storia dell’arte, strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata e sfruttata dall’università, è ormai definibile come l’escort di lusso della vita culturale. La critica e l’analisi di Montanari prendono il volo da una vicenda precisa, quale quella del crocifisso cosiddetto «di Michelangelo» acquistato dallo Stato italiano; metafora perfetta del destino dell’arte del passato nella società italiana contemporanea.

“C’è un’idea – di cosa persino al ministero dei Beni culturali italiano in questi anni – secondo cui l’Italia potrebbe diventare una grande “Disneyland culturale”: ma è davvero a questo che serve il tessuto artistico e paesaggistico che abbiamo ereditato e che stiamo rovinando? Per rispondere, si può partire dalla storia di un crocifisso attribuito a Michelangelo e acquistato dal governo Berlusconi per più di tre milioni di euro: raccontarla significa parlare del potere del mercato, dell’inadeguatezza degli storici dell’arte, della cinica manipolazione dei politici e delle gerarchie ecclesiastiche, del perverso sistema delle mostre, del miope opportunismo dell’università e della complice superficialità dei mezzi di comunicazione. Il degrado del ruolo della storia dell’arte nel discorso pubblico accompagna la metamorfosi del ruolo del patrimonio storico e artistico: da gratuito strumento di crescita culturale garantito dalla Costituzione, a parco dei divertimenti a pagamento”.

Un libro di altissimo livello scritto per invitare alla riflessione e per restituire la dignità perduta al patrimonio che ci appartiene, il tutto caratterizzato da una scrittura sapida e coinvolgente.

Prezzo consigliato al pubblico € 10,00.

S. S.