Quando il mondo era giovane.Il libro fotografico di Ermanno Rea

A meno di un anno da “La Comunista”, Ermanno Rea propone al pubblico un nuovo libro «1960. Io reporter» (Feltrinelli). Un libro insolito per un autore della carta stampata: un volume fotografico che ripercorre l’esperienza giovanile di foto-reporter giramondo, attraverso i suoi stessi scatti.

Un lungo viaggio, durato cinque anni, con un’unica compagna: una Leica pronta a immortalare volti, attimi e gesti di realtà vicine e lontane. Nepal, Giappone, Africa, Germania, Irlanda: queste sono solo alcune delle tappe compiute, alla fine degli anni ’50, da un disilluso Ermanno Rea. Un viaggio che si rivela una fuga, un tentativo di riscoprirsi nei volti emaciati del Nepal, negli abbracci soffocati degli emigranti al Beverello, nella donne irpine, ammantate di nero, povere già prima del terremoto dell’80.

“La fotografia è stata per me una grande passione, breve ma intensa; la Leica, il mio salvagente in una stagione di disillusione politica. Era la fine degli anni cinquanta, non esisteva scollamento, allora, tra pubblico e privato: i dubbi, le contraddizioni, le domande senza risposta su quel che restava del sogno comunista segnarono la nostra generazione. In me, poco più che trentenne, il segno fu tanto profondo da spingermi a lasciare non soltanto la redazione di “Vie Nuove” (il settimanale del Pci per il quale scrivevo dopo l’esperienza all’”Unità“) ma addirittura il giornalismo, nella convinzione che continuare a praticarlo avrebbe voluto dire tradire le mie idee e trasformarmi da militante comunista nel suo opposto. Preferii partire alla volta di Berlino e trasformarmi in fotografo giramondo”.

Rea, acuto osservatore della realtà, sceglie un mezzo diverso per esprimersi: tra la pagina scritta dei giornali e dei romanzi, si pone questa sua esperienza, sconosciuta a molti. Rea decide di raccontare per immagini.

“1960. Io reporter” si è aggiudicato lo scorso settembre il Premio Frecciarossa per la saggistica di viaggio, promosso dalla Fondazione De Sanctis. Per una singolare coincidenza il percorso fotografico del libro inizia con gli scatti dei suoi primi reportage in Alta Irpiana, fra Calitri e Morra, luoghi percorsi anche da De Sanctis durante il suo “Viaggio elettorale”.

Numerose le immagini di Napoli che Rea lasciò nel 1957 all’età di trent’anni. C’è la Napoli dei vicoli, delle venditrici ambulanti, del bancolotto, degli scugnizzi. La copertina del volume è una fotografia scattata da Rea: un bacio in bianco e nero, fra una donna e l’amato pronto a partire, il volto di lei che affonda sulle labbra di lui parla più di qualsiasi parola. L’autore, osservatore e testimone, partecipa alla scena, realtà consolidata nel Mezzogiorno.

Dal 12 al 31 ottobre gli scatti di Ermanno Rea sono esposti presso La Fetrinelli Libri e Musica, Via Santa Caterina a Chiaia, 23, Napoli.